Corretta gestione di prodotti ittici crudi
Il consumo di pesce di mare e frutti di mare crudi o poco cotti rappresenta una pratica sempre più diffusa nell'alimentazione quotidiana, non bisogna sottovalutare però i rischi legati a una gestione non corretta.
I prodotti ittici crudi possono essere un vettore di batteri, virus o parassiti responsabili di disturbi gastrointestinali anche di una certa gravità, in particolar modo nelle cosiddette categorie vulnerabili: bambini, anziani, persone immunodepresse o donne in gravidanza.
La corretta manipolazione e conservazione del pesce, indipendentemente che questo venga destinato a cottura o che venga consumato crudo, è un fattore fondamentale da tenere in considerazione.
La catena del freddo, ossia il mantenimento del pesce conservato a una temperatura compresa tra 0 e i 4-6°C, deve essere rigorosamente rispettata, anche nella fase del trasporto dal punto di vendita al frigorifero di casa. Si raccomanda inoltre di evitare tempi prolungati nel trasporto per evitare alterazioni del prodotto.
Il mancato rispetto di tali condizioni può infatti favorire la moltiplicazione batterica, che è una delle principali cause dell'alterazione dell'alimento.
Esistono alcune specie ittiche, come ad esempio il tonno, lo sgombro, la sardina o le acciughe, in cui si può formare una sostanza chimica chiamata istamina, che è la causa di un'intossicazione alimentare chiamata sindrome sgombroide, con sintomatologia del tutto simile a quella dei fenomeni allergici: si passa dal rossore al prurito fino ad arrivare ad alterazioni della respirazione, quindi difficoltà respiratorie, tachicardia e in casi estremi shock cardiocircolatorio.
Prima di consumare pesce crudo è necessario accertarsi che il prodotto sia stato abbattuto, in alternativa, se il pesce viene acquistato fresco, è necessario adottare alcune precauzioni a casa.
Un fattore fondamentale da tenere in considerazione per il consumo sicuro del pesce crudo è il cosiddetto "Abbattimento Termico" che consiste nel congelamento del pesce ad una temperatura di meno 18°C per un periodo di tempo non inferiore alle 96 ore. In questo modo si avrà l'inattivazione degli eventuali parassiti presenti all'interno della muscolatura.
A livello domestico il congelatore deve avere almeno una classificazione di tre stelle polari in modo tale da essere certi di un raggiungimento dei meno 18 gradi centigradi.
Esempi di Anisakis
Ultimo aggiornamento: 13/03/2026