Peste Suina Africana
LA MALATTIA I DANNI E LE MODALITÀ DI TRASMISSIONE
La peste suina africana (PSA) è una malattia dei suini e dei cinghiali causata da un virus della famiglia Asfaviridae, genere Asfivirus, soggetta a notifica all’OIE, altamente contagiosa e generalmente letale per la quale non esistono vaccini né cure. Colpisce suidi di tutte le età e nelle sue forme ad elevata virulenza è caratterizzata da morte improvvisa senza sintomi o da febbre elevata, perdita di appetito, emorragie cutanee, in particolare alle estremità e alle orecchie e degli organi interni con morte in media in 2-10 giorni con un tasso di mortalità che può raggiungere pressoché il 100%. Gli animali infettati da ceppi meno aggressivi del virus della peste suina africana possono invece non mostrare i tipici segni clinici.
La PSA non colpisce gli esseri umani
Determina perdite produttive ed economiche di grave entità non solo in ragione della elevata mortalità e della notevole capacità di diffusione, ma anche delle restrizioni al commercio nazionale e internazionale di suini e prodotti derivati disposte in area infetta con conseguenze devastanti sul settore suinicolo.
L’introduzione dell’infezione può avvenire:
- a causa del suo ingresso nella popolazione di cinghiali e il successivo contatto tra i cinghiali e i suini domestici (per via oro-nasale, in seguito a contatto con altri soggetti infetti, che eliminano il virus attraverso la saliva, le urine e le feci)
- attraverso l’ingestione da parte dei cinghiali o dei suini allevati, di carne o prodotti a base di carne ottenuti da suidi infetti. Il virus della PSA può rimanere infettante per 3–6 mesi in prodotti di origine suina non cotta: almeno per 15 settimane in carne refrigerata, per anni in carne congelata, da 3 a 6 mesi nei salumi. La cottura a temperature superiori a 70 °C è invece in grado di inattivare il virus. L’uomo può pertanto introdurre il virus anche a grandi distanze, trasportando prodotti carnei o rifiuti di cucina o frattaglie di animali cacciati infetti e introducendoli in allevamento (il divieto di somministrazione ai suini allevati di scarti di cucina esiste sin dal 1980) o lasciandoli alla mercé dei cinghiali selvatici
- attraverso calzature o indumenti contaminati o mediante mezzi di trasporto e attrezzature contaminati dato che il virus della peste suina africana è in grado di resistere nell’ambiente e nelle carcasse, anche per lungo tempo.
Il Servizio di pronta disponibilità veterinaria dell’ATS di Brescia è attivabile contattando il numero 0303839403, a partire dalle ore 17.00 dei giorni feriali e per l'intera giornata di sabato e festivi.
L'operatore mette in comunicazione l’utente con il reperibile ATS di riferimento territoriale.
Nella fascia oraria notturna e nelle giornate di sabato e festivi è attivo un risponditore automatico, che indirizza all’area tematica di interesse. Effettuata l’opzione deve essere scelto il Distretto Veterinario di riferimento (l'elenco dei Comuni è consultabile al link), in cui si è svolto l’evento.
- DISTRETTO VETERINARIO 1
Brescia Viale Duca degli Abruzzi, 15
Tel. 030/3839013 Fax 030/3839055
e-mail: DistrettoVeterinarioBrescia@ats-brescia.it
- DISTRETTO VETERINARIO 2
Lonato Via Girelli, 3
Tel. 030/3839651 Fax 030/3839650
e-mail: DistrettoVeterinarioLonato@ats-brescia.it
Montichiari Via Falcone, 18
Tel. 030/3839637
- DISTRETTO VETERINARIO 3
Leno P.za Donatori di Sangue, 1
Tel 030/3839685 Fax 030/3839675
e-mail: DistrettoVeterinarioLeno@ats-brescia.it
- DISTRETTO VETERINARIO 4
Rovato Cascina Basciarelli, Località Piscine
Tel. 030/3838901 Fax 030/3838900
e-mail: DistrettoVeterinarioRovato@ats-brescia.it
Orzinuovi Via Palestro, 17
Tel. 030/3838943
Per maggiori informazioni sui distretti veterinari consultare il seguente link: Distretti Veterinari
Ultimo aggiornamento: 08/06/2026